Sex Workers

Sex Workers

In questo periodo, molto difficile e destabilizzante per tutti ho avuto modo di riflettere sul tema delle Sex Workers e su tutto ciò che riguarda questo mondo.

Stiamo affrontando una pandemia che lascerà alle future generazioni sicuramente un debito statale molto alto, i rapporti con l’Unione Europea non sono dei migliori e ogni Stato tende a pensare a casa propria. Bene, proprio perché bisogna pensarci, penso sia giunto il momento di scoperchiare il vaso di Pandora ed aprire gli occhi: esistono le Mistress, le Escort, le ballerine dei night, le prostitute sulla strada, le ragazze immagine e altre professioni non riconosciute. Ora io non dico che debba essere istituito un albo professionale come quello dei medici, ma è necessario identificare chi svolge queste professioni, proprio perché oggi potrebbero essere potenziali veicoli di trasmissione del Covid19.

La professione dell’estetista è quella più vicina a quella delle sex workers, se prendiamo in esame la vicinanza e il contatto fisico. Perché per le prime è stato stabilito cosa devono fare per limitare il contagio, mentre per le seconde no?

Bene, è semplicemente per il fatto che le Sex Workers risultano essere invisibili, nonostante tutte noi abbiamo importanti guadagni e sicuramente tra ristoranti, vacanze e consumi di ogni genere contribuiamo al benessere sociale.

Alcune si stanno attrezzando in maniera autonoma per affrontare al meglio ed in sicurezza gli incontri. Personalmente abitando in Lombardia, non me la sento di riprendere a vedere sottomessi.

Sono ben conscia che oggi ci siano problemi maggiori da affrontare, ma facciamo parte anche noi della società e sicuramente meritiamo considerazione.

Aprire gli occhi su questi argomenti porterebbe vantaggio non solo per la questione di controllo dell’epidemia, ma anche per una questione fiscale; si potrebbe applicare il modello svizzero che permette sia la discrezione, in quanto si è definite come artiste, e al contempo è possibile avere una posizione fiscale regolare.

Ma queste sono argomentazioni che sentiamo dall’alba dei tempi: se le regolarizzassimo avremmo più tasse nelle tasche dello Stato, tutte queste categorie avrebbero il diritto ed il dovere di versare i contributi… Un po’ come la storia delle droghe leggere…

Ora non abbiamo nessun dato per fare i conti di quanti soldi entrerebbero nelle casse dello Stato, non sappiamo nemmeno quante possano essere d’accordo con me o meno, perché sicuramente molte vorranno che la situazione rimanga tale, per una questione di convenienza immediata nel dover pagare le tasse…

Approvo il modello svizzero solo ed esclusivamente dal punto di vista fiscale, trovo invece squallido avere delle vere e proprie case chiuse. Immagino una situazione dove le donne possano essere libere di poter lavorare a casa propria, nel loro studio oppure collaborare con nightclub; ma l’idea della casa chiusa, dove entri e scegli il tuo oggettino della serata in vetrina lo trovo veramente umiliante.

“Abbiamo il Vaticano che ci ostacola”, altra frase che sento dai tempi del Liceo, durante il quale facevo attivamente politica.

L’argomento sinceramente potrebbe anche non riguardami dal momento che produco contenuti sul web, ma penso a tutte quelle donne che per diversi motivi non lavorano nel mondo del web.

Tantissime cose non funzionano nell’universo femminile, non solo il settore dell’intrattenimento per adulti. Anche se per il momento sono intenzionata ad occuparmi di questo nello specifico, sono fermamente convinta che si debbano fare molti passi in avanti per quanto riguarda il mondo femminile.

Oggi noto che qualcosa, comunque, sta cambiando. Le disgrazie simili a quelle causate dal Covid, come ci insegna la storia, non fanno solo ed esclusivamente danni, ma ci lasciano qualche insegnamento, che son sicura che non verranno colti tutti, ma ad oggi almeno le persone che raccolgono la frutta e gli ortaggi che mangiamo ogni giorno sono state riconosciute ed è stata data loro dignità, cosa che fino a due mesi fa sarebbe stata impensabile.

Non sto assolutamente paragonando la situazione drammatica dei braccianti a quella di noi operatrici dell’industria del Bdsm e del sesso, ci mancherebbe.

Però è un primo segnale con il quale si da importanza anche a chi prima era invisibile e oggi non lo è.

Mi sono già appellata alla trasmissione la Zanzara su Radio24, nominando anche Carlo Calenda, che apprezzo moltissimo, dal quale purtroppo non ho ancora avuto nessuna risposta.

Sicuramente voglio avvicinarmi al mondo della politica in maniera attiva, non solo per la questione delle sex workers, ma anche per la costante differenza di genere che imperversa in questo Paese e non solo, le discriminazioni di ogni tipo e le ingiustizie che caratterizzano questa nazione da troppo tempo.

One Response

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