FESTA DELLA DONNA

La Festa della Donna come altre ricorrenze le trovo solo delle stupide e ipocrite occasioni di
festeggiamenti che ci ricordano che viviamo in una società sempre piu lontana dalla vera parità di
genere.
La parità di genere non si combatte con le quote rose, ma con una battaglia culturale che deve essere
portata avanti da donne e uomini, le quote rosa non mi sembrano altro che un riconoscimento fine a se
stesso, come se le donne fossero un gruppo di panda da proteggere, non siamo una specie in via
d’estinzione da proteggere con delle normative ad hoc, noi vogliamo il potere e ce lo dobbiamo
prendere.
Spesso sento in televisione molti uomini dire frasi fatte a favore delle donne come:

– Le donne sono molto piu brave di noi
– Ci vorrebbero più donne “istituzione a caso”
– Il giorno che ci saranno donne brutte ed incompetenti nei posti di potere avremmo raggiunto la
parità
– Io credo che le donne siano superiori
E altre frasi da ruffiani, poiché è facile dire queste cosine carine quando devi fare quello
politicamente corretto, perché diciamocela tutta, oggi è in, fa tendenza dire cose del genere, se
non le dici sei un mostro.

Ma contemporaneamente a questo fenomeno completamente ipocrita abbiamo la realtà dei fatti,
quella in cui in tempi di Covid sono le donne a pagare il prezzo più alto in quanto devono lasciare
il lavoro per badare ai figli, i quali si ritrovano a vivere in una situazione di intermittenza
scolastica, oppure si trovano ad essere abbandonate dalle istituzioni nelle mani del carnefice,
altro punto debole della società riguarda le cure parentali nei confronti di anziani e disabili che
ancora una volta vengono delegate alle donne, poiché si vive ancorati all’idea che siano solo le
donne ad essere responsabili della famiglia.

Non è assolutamente possibile che nel 2021 una donna debba abbandonare le sue ambizioni, la
carriera, il lavoro o lo studio per dedicarsi alla famiglia, che sia quella di origini o quella nuova che
si è creata.

La parità è un processo culturale che deve partire da un abbattimento di questi schemi sociali e
dall’aiuto da parte delle istituzioni, in maniera tale che le donne possano gareggiare nel mondo
del lavoro senza “pesi”.
Servono nuove strutture a prezzi agevoli per anziani e bambini in maniera tale che anche le
donne possano essere libere di realizzare i propri sogni.
E’ necessaria una rivoluzione sociale, l’abbattimento del sistema valoriale legato al patriarcato,
questo schema non fa altro che danneggiare noi tutti, uno schema valoriale che ci impone di
essere o madri o lavoratrici, e che ci impone di abbandonare il lavoro qualora volessimo avere
una famiglia, mai che si dica che è necessario creare un’ambiente in cui famiglia e lavoro
possono coesistere, e che una donna possa ambire a fare carriera.
Nel covid possiamo intravedere anche l’opportunità data dal recovery fund di arrivare ad una
parità tramite l’investimento negli asili nido, creare dei doposcuola che non abbiano prezzi da
usura, nelle case di cura per anziani e disabili, investire nell’imprenditoria femminile, detassare il
lavoro femminile in modo da agevolarne le assunzioni.
Le cose da fare sono indubbiamente tante, ma se non si inizia con un piano ben strutturato non
riusciremo mai a combattere il Gender Gap che ci opprime.
La lotta per la parità coinvolge tutti, sia uomini che donne, vogliamo che questa sia una lotta
comune.

Consiglio la lettura anche di questo articolo

https://www.corriere.it/speciale/cronache/2020/donne-lavoro-covid-occupazione-femminile/

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